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Percorso

La bellezza di invecchiare, mantenendo la memoria

Scritto da Giacinto Bonan

Ricordo i tempi di quando ero bambino e tutte le raccomandazioni di mio padre, prima di andare a letto e quando ti alzi recita la preghiere, a scuola sta composto, non parlare con i compagni, durante la lezione in classe comportati bene, anche durante la ricreazione, e questo valeva anche per la lezione di catechismo e alla santa messa, quando cammini per la strada saluta le persone; ma in quei tempi sono convinto che tutti i genitori facessero le stesse raccomandazioni ai loro figli, tant’è che la grande maggioranza si comportava bene tranne qualche monello che non mancava, ma il maestro (o maestra) non tollerava nessun disturbo, anzi entrava in funzione il bastone.
Al catechismo o durante la S. Messa era lo stesso.
Da allora con il passar del tempo le cose hanno cominciato a cambiare: negli anni 50 la vivacità dei giovani, gradualmente è diventata quasi ribellione.

L'evoluzione: fino agli anni 60 la S. messa e il vespro (il vespro era una funzione religiosa della domenica pomeriggio) erano recitati e cantati in latino, tranne che l'omelia o la predica. Quando nel 1959 sono emigrato in Francia la S. Messa era ancora in latino, sembrava quasi di essere a Villorba (ma non c'era don Bagaglio). Negli anni successivi a seguito del consiglio vaticano secondo cui tutte le cerimonie dovevano essere celebrate in lingua locale, finalmente potevamo partecipare attivamente (e non come spettatori) perché pochissimi tra i fedeli comprendevano il latino, (in latino era chiamata messa recitata). Quando poi sono emigrato in Svizzera la S. Messa era in tedesco. Essendoci molti immigrati italiani, una domenica ogni tre veniva a celebrare la S. Messa un sacerdote italiano (originario del Friuli don Franco Cicigai) e durante l'omelia ci raccomandava di essere rispettosi verso la popolazione locale, mostrando un po di gratitudine, potendo lavorare e soggiornare tra loro, comportandoci bene sia in pubblico che in privato. Considerato che non aveva una parrocchia, essendo missionario, dopo la S. Messa veniva a pranzo da noi e anche durante il pranzo ci esortava a non avere legami amorosi con le ragazze di religione protestante, altrimenti ci sarebbe stata data la scomunica. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, da molti anni ormai, gli immigrati che vengono da noi, pretendono di avere i loro luoghi di culto e ci disprezzano chiamandoci infedeli. Vorrei spendere 2 parole sul ritorno in patria di Silvia Romano: la signorina è andata in mezzo a quella gente, di sua volontà e non capisco perché si siano permessi di spendere i soldi, sudati, dai cittadini di questo paese per pagare il riscatto per la sua liberazione. Forse fa parte della caccia di visibilità del super premier? La avevamo mandata noi? Vergognatevi! Dopo tutto lei era una operatrice di una onlus, forse una di quelle che pagano i traghettatori per farci invadere dagli islamici (questo fa parte del credo Islamista, estremista, guerrafondaio). Il rimanente è già stato detto dagli amici dell'onorevole Bersani. Sembra che non abbia imparato nulla dalla vicenda delle 2 Simone.
Nel 1966, già sposato sono emigrato in Canada con mia moglie e nostra figlia. Ritornando al tema religioso, eravamo appartenenti alla parrocchia di S. Francesco d' Assisi, la quale era retta da 2 frati Francescani; uno di lingua Inglese e uno di lingua Italiana, padre Emanuele Rosaia. Alla Domenica e giorni festivi cerano 2 S. Messe in Inglese e 2 in Italiano.
Quando venivano aperte le porte per le funzioni religiose, come si entrava all'interno c’erano 4 uscieri che ci accompagnavano ai banchi iniziando dal primo banco, senza possibilità di scelta e privilegiando le famiglie in modo che rimanessero assieme.
Tutti composti in silenzio con il libro in mano partecipavano ai canti, per la comunione composti in 2 file centrali e poi ritornavamo al proprio posto dai lati, in un silenzio tombale.
Per le mamme con bambini piccoli c'era un posto in fondo alla chiesa, dietro una vetrata munito di audio, per seguire la cerimonia, senza disturbare l'Assemblea.
Quando una famiglia andava a registrarsi in parrocchia a conclusione dell'iscrizione, veniva dato un pacchetto di buste per le offerte, cosi che alla fine dell'anno solare veniva data la ricevuta per inserirla nella denuncia dei redditi, come detrazione.
La parrocchia aveva la scuola elementare e media privata, per chi voleva che i figli avessero un orientamento religioso; mentre per i bambini che frequentavano la scuola pubblica, c'erano le lezioni di catechismo al sabato e alla domenica (per 10 anni ho insegnato catechismo anch'io).

Come credente e praticante ho avuto modo (come moti della mia età) di vivere e sperimentare le varie fasi di ammodernamento che la Chiesa Cattolica Romana ha proposto e che il popolo più giovane ha colto con piacere l'innovazione, mentre i più anziani hanno brontolato un po'.

Con la prima fase siamo cresciuti e bene o male abbiamo accettato quello che abbiamo trovato.

Dopo abbiamo colto con piacere l'ecumenismo. Prima perché ci è stato offerto il modo di pregare con la parola con la mente e con il cuore, poi perché c'era ancora abbastanza il senso dell'ubbidienza verso ciò che il Santo Padre, i vescovi e i parroci ci impartivano.
Riepilogando, da una fede (bigotta) siamo passati alla proposta di una fede più vicina, più aperta, e riflessiva, dove ognuno di noi poteva vivere in un modo più personale, pur rimanendo parte di un credo universale.

A seguito del concilio vaticano secondo, fino ai nostri giorni, (seppur lentamente) ha avuto inizio la professione del credo sociale, mettendo in discussione tutto quello che ci è stato insegnato nei 70 anni precedenti; negli ultimi tempi ci è stato proposto di modificare l'unica preghiera che Gesù ci ha insegnato, Io mi domando, le frasi pronunciate dal nostro Signore Gesù Cristo, sono ancora valide? il Padre nostro tradotto in tutte le lingue, che Gesù ci aveva insegnato è ancora valido? Le frasi come "il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno”; “date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”; “andate in tutto il mondo predicate la mia parola e battezzate le genti nel nome del Padre, del Figlio, e dello spirito santo”; “quando le gemme del fico si ingrossano, significa che la primavera è vicina": valgono ancora?

Alle Nazioni Unite sembra che i capi delle nazioni, con i rappresentanti di alcune religioni abbiano concordato di costituire una religione unica, considerato che tutti pensiamo che ci sia un Dio solo, cioè cambia solo il modo di venerarlo. Considerato che ho vissuto fuori dall'Italia per 27 anni, mi è capitato di confrontarmi con i credenti di altre confessioni e religioni, la religione perfetta non esiste ma io rimango cattolico fino alla fine dei miei giorni.

In altri tempi sembra che qualcuno si sia chiesto, se Gesù tornasse sulla terra troverebbe la fede cristiana che lui ci ha lasciato per mezzo degli apostoli? Modestamente penso che sarà incompreso come quando si è fatto uomo per la nostra salvezza, spero che non sia condannato a morte dai preti e patriarchi del nuovo testamento. Dio Padre ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza, e gli ha dato la libertà di salvezza o di dannazione (questo è ciò che ci hanno insegnato e che abbiamo creduto, ora non sono pentito di averlo fatto, ma mi sento preso in giro.

Negli anni 50 i miscredenti, comunisti e atei ci insultavano dicendo che la chiesa voleva che rimanessimo ignoranti; sembrava avessero imparato dal serpente che tentò Eva. Già allora alle scuole medie e superiori (fuori dal curriculum) insegnavano il marxismo, (ed è tuttora cosi), fin da allora le natalità iniziarono a scarseggiare, di conseguenza dopo alcuni anni calavano la vocazioni, di conseguenza negli anni 80 i monasteri non avevano più monache per mandare alle scuole materne (allora chiamate asili infantili) o negli ospedali, (in tutti i reparti c’erano le suore) allo stesso tempo il seminario non aveva più cappellani da mandare nelle parrocchie più popolose.

Tant’è che ora (2020) un sacerdote deve farsi carico di 2 o più parrocchie. Considerato che in questi tempi la percentuale dei cattolici praticanti si assesta intorno al 30%, ora chi è che vuole che si rimanga ignoranti?

Questo è il futuro che meritiamo, per aver accettato passivamente la distruzione perorata dai proletari. Purtroppo siamo diventati una società consumistica e la religione è considerata una pratica da bambini e da vecchi, mentre i giovani devono essere liberi, fare sport, culturismo e purtroppo le mamme non partoriscono più religiosi, oggi bisogna essere diplomati, laureati,o pluri laureati. Sono convinto che l'istruzione non fa male a nessuno, pero in molti casi crea dei mostri. Tutti si credono intelligenti e in molti casi sono solo istruiti, l'intelligenza è un altra cosa (lavare la testa a un asino è sempre stato una perdita di tempo, con acqua e sapone; sapete quanti ce ne sono di quelli?) Può essere intelligente anche un mendicante, un manovale, un tassista, un corriere, un netturbino, un magazziniere, un imbianchino, un bracciante agricolo, un giardiniere, un muratore, un pastore di pecore, un vagabondo e molti altri che agli occhi dei colti appaiono insignificanti.

Senza voler essere offensivo, sapete perché il nostro paese va male, se messo a confronto con gli altri paesi industrializzati, e si trova sempre in emergenza finanziaria e non solo? Prima perché spendiamo i soldi che non abbiamo, poi perché quando li abbiamo li spendiamo male, costruendo cattedrali nel deserto inutili, creando debiti esclusivamente a fini elettorali. Il mediocre pensando a se stesso deve far assumere uno peggio di lui per non farsi sorpassare, non voglio immaginare cosa succede nei ministeri, forse a Roma il posto passa per eredità.

Recita un vecchio proverbio meridionale: in mancanza del sindaco analfabeta, firma l'assessore più anziano con una croce.

L'esempio più lampante lo abbiamo con l'attuale governo della Repubblica Italiana, un governo parzialmente eletto dal popolo (cioè un papocchio all'italiana) con un commissario e più di 450 esperti tecnico scientifici che fanno più confusione di 3 casalinghe (Dio benedica le casalinghe) il quale ogni volta che partorisce un nuovo decreto, o un' ordinanza (alle 23.45 della Domenica sera) risulta abbastanza confusionale: vedi la faccenda delle mascherine. Non si mettono nemmeno d'accordo nel raccontare al popolo, la stessa storiella con la mascherina da 50 centesimi, sbandierata dal commissario e dal presidente del consiglio, il quale non poteva perdere l'occasione di raccontare il grande prodigio. A parole stanno presentando aiuti per una montagna di miliardi che alla fine sembra che non ci siano. Diceva un mio amico: il maiale magro quando dorme si sogna il grano.

Spero proprio che il popolo si svegli e mandi a casa tutti, spero che il popolo provi ad immaginare come saremo messi dopo la fine di questa emergenza.

Quando le entrate non saranno sufficienti a causa della disoccupazione, allora arriverà il conto vero, cioè, la patrimoniale, l'aumento dell'IVA, e forse dovremo riprendere a pagare l'I.C.I. della prima casa, per ripagare il deficit per le mancate entrate e l'imponente debito accumulato, il quale produrrà interessi da aggiungere alla spesa.

Purtroppo la povertà sarà più contagiosa del COVID-19 e in quel momento sarà troppo tardi per pensare: ci penseranno gli altri a farcela pagare cara. Non prendetevela è solo il mio pensiero.
Considerato il momento che i popoli della terra stanno vivendo, propongo una domanda senza esigere una risposta, avete mai letto l'Apocalisse di San Giovanni apostolo? Potrebbe illuminarvi