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Percorso

I Fascisti (rossi) gridano attenti ai fascisti (neri) per mantenersi il potere assoluto

Scritto da Giacinto Bonan

Questi signori si fanno chiamare democratici ma di fatto sono comunisti, organizzano cortei e conferenze per puntualizzare le barbarie commesse dai fascisti, e non vogliono sentir parlare dei morti causati dalle barbarie dei comunisti. Senza voler fare il giro del mondo, basta e ne avanza, contare i morti durante l'impero Sovietico, i morti delle foibe nella vicina Jugoslavia, non che le esecuzioni fatte dai partigiani Comunisti Italiani: agli Italiani stessi, il più delle quali (ad oggi) sono rimaste impunite. A meno che non ci siano morti di serie a, b, c, il problema del nostro paese (per ora) non e` il ritorno del fascismo, e` piuttosto il permanere dei pendolari della politica (mi spiego) dal 1994 è nato (nel silenzio più assoluto) il partito dei

pendolari, cioè i vecchi democristiani (delusi ma non pentiti delle loro malefatte) i quali definendosi centristi, si spostano da destra a sinistra con la massima indifferenza, e con un pugno di voti condizionano la maggioranza al governo del paese, di portare a termine le riforme necessarie per cambiare il paese, che non sono il riconoscere le unioni di fatto, i matrimoni, tra persone dello stesso sesso, le adozioni delle copie omosessuali, le riforme di cui il paese ha bisogno sono ben altre, ma i governi di centro sinistra, inclusi i grillini non le faranno mai, sapete perché? Semplicemente perché sono accentratori di potere proprio come i fascisti, ecco perché si odiano semplicemente fanno parte della stessa medaglia (un po strana) a tre facciate.

Nel 1959 il generale De Gaulle: allora presidente della Repubblica Francese; a seguito di una visita di stato ebbe a dire: L' Italia non e` un paese povero, ma e` un povero paese. Sono convinto che si riferisse alla classe dirigente di allora cioè i politici mentre gli elettori si fanno abbindolare da quella specie di venditori ambulanti chiacchieroni e buoni a nulla. Fatte le opportune valutazioni, da allora ad oggi nulla è cambiato, solo che allora avevamo un po di speranza e un po di sovranità mentre ora non abbiamo nè questa nè quella con la differenza che allora il debito pubblico era del 20% sul prodotto interno lordo, mentre ora e` del 120%.

Ecco che se tornasse il generale De Gaulle direbbe: ve lo avevo detto già nel 1959.

Poveri noi, siamo entrati in Europa, col cappello in mano e ora dobbiamo vendere il cappello per comperarci la maschera e per coprirci la faccia dalla vergogna, sempre che ci sia rimasta un po di dignità.