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Percorso

EXPO 2015

Scritto da Giacinto Bonan

Il centro sinistra ha celebrato il successo di una creatura partorita dal centro destra, annunciando i 21 milioni di visitatori al expo di Milano, Lombardia.
Come possiamo pensare che questi ipocriti possano cambiare il nostro disastrato Paese, quando non hanno il coraggio di dire (anche se noi eravamo contrari) riconosciamo che e` stato un successo, grazie a una popolazione che produce e che lavora.
Questa e` la dimostrazione che Milano e` la capitale dello sviluppo, dell'impegno e della serietà.
Mentre Roma e` la capitale delle chiacchiere, degli sprechi e del malaffare. Naturalmente dobbiamo ammettere che

Roma non e` sola, per le notizie che appaiano nei giornali, trasmissioni radiofoniche e televisive sembra che la corruzione dei dirigenti e il mancato servizio dei dipendenti pubblici sia dilagante pur restando fermamente convinto che nel pubblico impiego ci sia un enorme numero di persone meritevoli di essere riconosciute in quanto altamente qualificate e servili, verso i bisogni della cittadinanza, purtroppo i furbetti non mancano, anzi trovano il sostegno delle loro associazioni di categoria, quando  anche i loro colleghi si lamentano di tali comportamenti, dico questo perche non trovo giusto che venga fatto di ogni erba un fascio, dando il giusto riconoscimento a chi e` dovuto, cioè a chi da un buon servizio anche a qualche maleducato che non lo meriterebbe. Per concludere, questo paese abbonda di rifugiati politici; i primi sono coloro che scappano dai loro paesi perche sono perseguitati, mentre i secondi sono quelli che fanno i leccaculo ai vari livelli (politici, sindacali e istituzionali) diventando cosi, intoccabili anche se inutili e poi ci riempiamo la bocca nel affermare che hanno partecipato ai concorsi, aggiudicandosi al primo posto, oppure tra i primi posti, forse in questo sgangherato paese anche i concorsi sono truccati oppure pilotati, perciò non ci si può più fidare di nessuno.
Se in questo paese non si cambia il modo di pensare, cioè che il posto di lavoro costituisce la garanzia di percepire un stipendio, senza l'impegno di dare un servizio a chi e`dovuto, oppure senza produrre, l'economia non riprenderà mai ed e` anche  a causa di questi comportamenti  continueremo ad impoverire. In ogni lavoro impiego o professione, non può esserci una rimunerazione se in cambio non c'e un prodotto o un servizio. 
03-01-2015 il governo attraverso l'annuncio della ministro per il pubblico impiego ha scoperto l'acqua,   calda, cioè lo diceva anche Adriano Celentano con la sua canzone "chi non lavora non fa l'amore", mentre San Paolo ai primi Cristiani nel rimproverarli in quanto fannulloni, diceva; "chi non lavora non mangia", seppur in due contesti diversi, il messaggio non cambia, per ciò non solo gli assenteisti devono essere licenziati ma anche i loro superiori, ditemi voi  a cosa serve un dirigente se non si assicura che i suoi sub alterni si guadagnino la giusta mercede? Dando il dovuto servizio alla cittadinanza che nello specifico rappresenta il datore di lavoro, perche non vogliono capire che il loro datore di lavoro, non e ne il sindacato ne tantomeno il titolare del ministero o del assessorato cioè coloro che lavorano nel pubblico impiego sono a servizio della popolazione, con questo non significa che debbano mancare di rispetto ai loro dirigenti, anzi ogni uno di noi dobbiamo attenersi al nostro ruolo. 
Dalle informazioni apparse, la legge che permette che chi non fa il proprio lavoro può essere licenziato ce da tempo, allora perche non viene applicata a tutti i livelli? Se vogliamo ritornare ad essere  produttivi e essere nella classifica delle nazioni serie dobbiamo applicarla a tutto campo a tutti i livelli nessuno escluso e vedrete che la spesa pubblica diminuirà di un terzo, da osservare che per tutti si deve intendere: nessuno escluso, partendo del Presidente della Repubblica con tutto il suo personale, il Presidente del Consiglio con tutto il suo personale, tutti i Ministeri, eliminare tutti gli enti inutili senza il reinserimento del personale in altri enti, eliminare la possibilità di promozione per anzianità o attraverso concorsi interni a personale non qualificato, eliminare la flessibilità a uso e consumo del dipendente. In tutta onestà riconoscere i diritti dei dipendenti, e nello stesso tempo loro devono adempiere  ai loro doveri. Questo messaggio deve essere chiaro anche alle rappresentanze sindacali, che da sempre; quando le cose vanno male danno colpa agli altri, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, se vogliamo prosperare dobbiamo riconoscere tutti i nostri errori del passato, creando cosi un nuovo futuro.