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Percorso

Quando vado a far visita ad un' amico busso alla porta

Scritto da Bonan Giacinto

Tra persone civili si usano dei comportamenti condivisi da secoli: ad esempio, per accedere alla casa di un amico o di un estraneo si suona il campanello o si bussa alla porta, e se la risposta è ”avanti!” con educazione, si entra e si saluta. Nel caso di persone estranee, ci si presenta e rispettosamente si esprime il perché ci si è presentati; qualora ci venisse negato l'accesso, si continua per la nostra strada, o si ripassa in un momento più opportuno. E se la risposta fosse fin da subito negativa, dobbiamo rassegnarci al rifiuto, senza pretendere le motivazioni.
Noto tuttavia che da alcuni anni non è più così: i nuovi arrivati non la pensano come noi, anzi se chiedono l'elemosina e viene loro negata, la pretendono e ci insultano perché sanno che possono farlo impunemente, mentre se fossimo noi ad offenderli saremmo puniti con la famosa “legge Mancino” (nemmeno questa è arrivata per caso…).
Se passano per casa a vendere inutili cianfrusaglie e rispondiamo che non ci servono, allora ci chiedono soldi perché hanno fame (questo è comprensibile) ma se per carità cristiana viene offerto loro un panino non lo accettano, vogliono denaro. Ricordo che qualche tempo fa, mentre eseguivo un lavoro in una casa fiancheggiata da una strada abbastanza trafficata, uno di questi rispettabili signori passando di là mi ha chiesto l'elemosina, motivandola con il fatto che nessuno gli dava lavoro.

Io onestamente gli ho chiesto se voleva lavorare con me, ma mi ha risposto che la mansione che gli offrivo sarebbe stata troppo pesante per lui… E pensare che per molti anni il ministro Pisanu e molti altri – democristiani – ci hanno detto che con le trattenute dal loro stipendio ci avrebbero pagato la pensione (sto ancora aspettando che maturino le bugie di stato!).
Ora si sta verificando esattamente il contrario. Infatti ci troviamo già ad erogare pensioni di invalidità ai famigliari di immigrati che hanno fatto arrivare i genitori con il pretesto del diritto di ricongiungimento famigliare e, anche se nella documentazione presentata hanno dimostrato di poterli mantenere, dichiarando alla Questura di avere un lavoro redditizio e bel gruzzolo di denaro depositato in un conto corrente in banca o in posta, oggi quel denaro è sparito. Ai CAAF hanno insegnato loro come farsi mantenere dal popolo Italiano! I famigliari percepiscono la pensione di vecchiaia, in qualche caso l'invalidità e forse anche l'indennità di accompagnamento. Mi è capitato più volte di incontrare nelle nostre piste ciclabili una famigliola che porta a passeggio la nonna con una sedia a rotelle fornita dall’ULSS, ma l’anziana va a braccetto e spinge la carrozzina vuota (sarà un caso isolato? O forse un miracolo? Beh, io non ci credo). Questi fanno i furbi a spese nostre, e noi continuiamo con la giaculatoria: “poverini, poverini” ma purtroppo i poveracci siamo noi!
Durante la Guerra 15-18 tutti gli uomini abili vennero reclutati dai Savoia per combattere, e chi si rifiutava veniva fucilato. Nella guerra 40-45 vennero reclutati una seconda volta dagli stessi Savoia per combattere contro mezza Europa. Ebbene, anche se qualcuno è fuggito, la stragrande maggioranza degli Italiani ha combattuto, anche a malincuore, fino alla resa del nostro monarca.  Dopo di che il popolo si è diviso: i fascisti da una parte e gli antifascisti (i partigiani) dall'altra, per poi unirsi, i primi alla Repubblica di Salò e gli altri alle forze alleate. Dopo lo sbarco degli Americani in Sicilia, i nostri partigiani, sostenuti e affiancati dalle forze alleate, ebbero la meglio. Le dittature  naziste e  fasciste furono distrutte e si creò una primavera di speranza (anche se molti partigiani sognavano l'imperialismo sovietico che per fortuna non arrivò, altrimenti saremmo caduti dalla padella alla brace). Anche se qualcuno si è distinto per delinquere, la grande maggioranza ha lottato con grande impegno e in molti casi con atti di vero eroismo. Ed è a quelle persone che noi dobbiamo il nostro rispetto.
Quelli che arrivano giornalmente con i barconi sono bonariamente chiamati “profughi” che fuggono perché nei loro paesi c'è la guerra: bella scoperta, perchè l'ISIS invade il loro paese loro invadono il nostro! Con una sola importante differenza: l'ISIS spara, saccheggia, e distrugge, invece noi ci assicuriamo che arrivino sani e salvi, così che per qualcuno abbiamo inventato un lavoro, per altri una speculazione e per le casse dello stato una voragine.
L'Europa  sa che il debito pubblico del nostro paese è in continuo aumento, ma fino a quando facciamo i bravi ci lasciano fare e  mentre i cosiddetti profughi sbarcano in Italia e ci rimangono, quando passano la frontiera di altri Stati allora gridano “aiuto!”.Certo è che questi invasori dimostrano di non avere nessun rispetto per i confini nazionali né conoscono le maniere civili, come ad esempio bussare alla porta o chiedere il permesso di entrare, piuttosto la sfondano oppure abbattono le recinzioni. Per questo motivo devono essere considerati dei delinquenti. Dobbiamo smetterla di usare il termine “poverini”. Ci fanno intendere che stanno scappando dalla guerra (i nostri partigiani e quelli di altri paesi europei non sono scappati ma hanno combattuto per la loro e per la nostra libertà) ma, anche se così fosse, ciò non dà loro il diritto di sfondare le porte o di abbattere le recinzioni per andare dove vogliono. Dobbiamo prendere atto che questa è una vera e propria invasione.
Contro le tirannie i popoli devono lottare e non semplicemente scappare, invadendo altre nazioni con l'aspettativa di imporre le proprie usanze e religioni (del resto lo hanno fatto i loro antenati in tutti i paesi che hanno invaso). Guardiamo al Kossovo: da provincia serba è diventato uno stato a maggioranza mussulmana.
Svegliamoci quindi prima che sia troppo tardi! Forse è già troppo tardi… Alle prossime elezioni politiche presenteranno la lista islamica, e il resto lo sappiamo, è già sotto gli occhi di tutti. E gli accorati appelli del Santo Padre cadono tutti nel vuoto. Sapete che il rifugiato dopo 5 anni può chiedere la cittadinanza? In forza di questo potrà votare e chiedere il ricongiungimento famigliare dei suoi parenti, magari 3 mogli e 10 figli. Bene, buona fortuna! Però credo che la fortuna non basti più: ci vogliono milioni di voti per arginare questo evento, il resto sono chiacchiere.